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Il Giuoco delle Parti – da lunedì 9 a giovedì 12 novembre 2026

Spettacolo inserito in abbonamento nella Stagione Teatrale Turi Ferro 2026/2027
Singoli biglietti in vendita da lunedì 12 ottobre 2026

Acquista i biglietti presso il botteghino del Golden o on line cliccando QUI

Turno A: lunedì 9 novembre – ore 21:00
Turno B: martedì 10 novembre – ore 21:00
Turno C: mercoledì 11 novembre – ore 18:00
Turno D: giovedì 12 novembre – ore 17:30

PIPPO PATTAVINA
In
“IL GIUOCO DELLE PARTI”
di LUIGI PIRANDELLO
regia GIAMPAOLO ROMANIA

con
Pippo Pattavina – Riccardo Maria Tarci – Giuseppe Ferlito – Aldo Toscano – Giuseppe Parisi – Giovanni Maugeri – Emanuela Muni

Scene: Salvo Manciagli – Direttore di scena: Franco Sardo – Costumi: Sartoria Pipi Palermo – Sarta: Isabella Sturniolo – Datore Luci/Fonico Santi Rapisarda

Il giuoco delle parti è una delle opere più moderne e intense di Luigi Pirandello, una riflessione sulle contraddizioni dell’animo umano, sulle convenzioni sociali e sul confine tra realtà e finzione. Al centro della vicenda è Leone Gala, interpretato da Pippo Pattavina, uomo colto e disilluso che sceglie di osservare la vita con fredda razionalità, sottraendosi alle emozioni e ai conflitti. Il suo matrimonio con Silia si è trasformato in un meccanismo di ruoli e apparenze, un vero e proprio “giuoco delle parti”. Quando Silia e il suo amante Guido Venanzi coinvolgono Leone in una situazione destinata a culminare in un duello, il protagonista reagisce con ironia e lucidità, ribaltando gli equilibri della vicenda. La regia di Giampaolo Romania mette in risalto la natura geometrica e spietata del meccanismo pirandelliano: i personaggi diventano pedine di un gioco dal quale è difficile liberarsi. Anche i costumi, insieme alle scenografie di Ivo Manciagli, assumono un preciso valore simbolico, rappresentando le identità e le convenzioni della società borghese. Attraverso una messinscena essenziale e una tensione crescente, lo spettacolo restituisce tutta l’attualità di Pirandello e pone interrogativi ancora profondamente contemporanei: quanto siamo davvero liberi dai ruoli che la società ci impone? E cosa resta di noi quando decidiamo di non giocare più?